Nota AIFA 13 (Ipolipemizzanti)


ATTENZIONE: NOTA AIFA AGGIORNATA NEL 2023.

(LA VERSIONE SEGUENTE E’ QUELLA PIU’ AGGIORNATA)


Farmaci in nota: ipolipemizzanti:
– Fibrati: bezafibrato, fenofibrato, gemfibrozil
– Statine: simvastatina, pravastatina, fluvastatina, lovastatina, atorvastatina, rosuvastatina
– Altri: PUFA-N3, ezetimibe

PRECISAZIONI

La categoria di rischio moderato contenuta dalle linee guida ESC per il trattamento delle dislipidemie (basata sui valori di colesterolo totale), รจ stata differenziata nelle categorie di rischio medio e moderato, anche per tenere conto dellโ€™aggiustamento per i valori di colesterolo HDL. Il calcolo del rischio cardiovascolare secondo le carte va effettuato solo per i pazienti senza evidenza di malattia. Sono considerati per definizione a rischio alto (e il loro target terapeutico รจ pertanto un valore di colesterolo LDL <100), oltre a coloro che presentano un risk score โ‰ฅ5% e <10% per CVD fatale a 10 anni, i pazienti con dislipidemie familiari, quelli con ipertensione severa, i pazienti diabetici senza fattori di rischio CV e senza danno dโ€™organo, i pazienti con IRC moderata (FG 30-59 ml/min/1.73m2 ). Sono invece considerati a rischio molto alto (e pertanto con target terapeutico di colesterolo LDL <70), oltre ai soggetti con uno score โ‰ฅ10%, i pazienti con malattia coronarica, stroke ischemico, arteriopatie periferiche, pregresso infarto, bypass aorto-coronarico, i pazienti diabetici con uno o piรน fattori di rischio CV e/o markers di dโ€™anno dโ€™organo (come la microalbuminuria) e i pazienti con IRC grave (FG 15-29 ml/min/1.73m2 ). La prescrizione a carico del SSN รจ limitata ai pazienti affetti da: Ipercolesterolemia non corretta dalla sola dieta, seguita per almeno tre mesi, e ipercolesterolemia poligenica secondo i criteri specificati al relativo paragrafo.

(ยฐ) La terapia dovrebbe essere intrapresa contemporaneamente alla modifica dello stile di vita nei pazienti a rischio molto alto con livelli di C-LDL >70 mg/dL e in quelli a rischio alto con livelli di C-LDL >100 mg/dL. (*) Per i pazienti con livello di rischio basso (score 0-1%) รจ indicata solamente la modifica dello stile di vita. (**) Nei pazienti che siano intolleranti alle statine, per il conseguimento del target terapeutico รจ rimborsato il trattamento con ezetimibe in monoterapia ยง Nei pazienti con sindromi coronariche acute o in quelli sottoposti a interventi di rivascolarizzazione percutanea รจ indicata atorvastatina a dosaggio elevato (โ‰ฅ40 mg). ^ Il farmaco di prima scelta รจ il fenofibrato per la maggiore sicurezza di uso nei pazienti in terapia con statine; la combinazione di statine e gemfibrozil รจ invece associata ad un aumentato rischio di miopatia.

Dislipidemie familiari secondo i criteri specificati al relativo paragrafo

(**) Nei pazienti che siano intolleranti alle statine, per il conseguimento del target terapeutico รจ rimborsato il trattamento con ezetimibe in monoterapia

Iperlipidemie in pazienti con insufficienza renale cronica moderata e grave

Iperlipidemie indotte da farmaci non corrette dalla sola dieta secondo i criteri esplicativi specificati al relativo paragrafo

Lโ€™uso dei farmaci ipolipemizzanti deve essere continuativo e non occasionale cosรฌ come il controllo degli stili di vita (alimentazione, fumo, attivitร  fisica, etc.

APPROFONDIMENTI E BASI TEORICHE DELLA NOTA

Ipercolesterolemia non corretta dalla sola dieta e ipercolesterolemia poligenica

La tabella in box definisce i criteri per lโ€™ammissione iniziale dei pazienti alla terapia rimborsabile, associando alla stratificazione del rischio il relativo target terapeutico (TT) e, in funzione di entrambi, la relativa proposta di trattamento rimborsabile. Solo dopo tre mesi di dieta e di modifica dello stile di vita adeguatamente proposta al paziente ed eseguita in modo corretto, dopo aver escluso le dislipidemie dovute ad altre patologie (ad esempio lโ€™ipotiroidismo) si puรฒ valutare lโ€™inizio della terapia farmacologica. La terapia dovrebbe tuttavia essere intrapresa contemporaneamente alla modifica dello stile di vita nei pazienti a rischio molto alto con livelli di C-LDL >70 mg/dL e in quelli a rischio alto con livelli di LDL-C >100 mg/dL. Lโ€™uso dei farmaci ipolipemizzanti deve essere continuativo e non occasionale cosรฌ come la modifica dello stile di vita. รˆ inoltre raccomandabile, nellโ€™ambito di ciascuna classe di farmaci, la scelta dellโ€™opzione terapeutica meno costosa. Accanto a ciascun target terapeutico la Nota 13 identifica il trattamento di prima scelta per la terapia dโ€™ingresso. รˆ sempre necessario assicurare lโ€™ottimizzazione del dosaggio della statina prima di prendere in considerazione la sua sostituzione o la sua associazione. Lโ€™impiego di farmaci di seconda ed eventualmente terza scelta puรฒ essere ammesso solo quando il trattamento di prima linea a dosaggio adeguato e per un congruo periodo di tempo si sia dimostrato insufficiente al raggiungimento della riduzione attesa del colesterolo LDL e/o della riduzione di almeno il 50% del colesterolo LDL o abbia indotto effetti collaterali. Al fine dellโ€™appropriatezza prescrittiva, che tiene nel dovuto conto soprattutto il migliore trattamento del paziente con lโ€™obiettivo di prevenire gli eventi CV, sarร  essenziale il monitoraggio clinico per poter documentare il momento e le cause che richiedano la sostituzione della terapia o la sua associazione con altri farmaci. Per i pazienti con dislipidemia aterogenica (TG>200 mg/dL, HDL<34 mg/dL) e per quelli con ipertrigliceridemia i farmaci di seconda linea da somministrare in associazione alle statine sono i fibrati. Tra questi, il farmaco di prima scelta รจ il fenofibrato per la maggiore sicurezza di uso nei pazienti in terapia con statine; la combinazione di statine e gemfibrozil รจ invece associata ad un aumentato rischio di miopatia. La Nota 13 ha riconsiderato, su aggiornate basi farmaco-terapeutiche, il ruolo dellโ€™associazione tra ezetimibe e statine; infatti lโ€™ezetimibe รจ un farmaco che inibisce lโ€™assorbimento del colesterolo e che, utilizzato in monoterapia, riduce i livelli di LDL-C dal 15% al 22% dei valori di base. Mentre il ruolo dellโ€™ezetimibe in monoterapia nei pazienti con elevati livelli di LDL-C รจ, perciรฒ, molto limitato, lโ€™azione dellโ€™ezetimibe รจ complementare a quella delle statine; infatti le statine che riducono la biosintesi del colesterolo, tendono ad aumentare il suo assorbimento a livello intestinale; lโ€™ezetimibe che inibisce lโ€™assorbimento intestinale di colesterolo tende ad aumentare la sua biosintesi a livello epatico. Per questo motivo, lโ€™ezetimibe in associazione a una statina puรฒ determinare una ulteriore riduzione di LDL-C (indipendentemente dalla statina utilizzata e dalla sua posologia) del 15%-20%. Quindi, lโ€™associazione tra ezetimibe e statine sia in forma precostituita che estemporanea รจ utile e rimborsata dal SSN solo nei pazienti nei quali le statine a dose considerata ottimale non consentono di raggiungere il target terapeutico. Nei pazienti che siano intolleranti alle statine รจ altresรฌ ammessa, a carico del SSN, la monoterapia con ezetimibe. La seguente figura presenta lโ€™entitร  della riduzione del colesterolo LDL ottenibile con le diverse statine ai diversi dosaggi disponibili in commercio.

Grafico della riduzione percentuale del colesterolo LDL adattato dal documento del NHS Foundation Trust โ€œGuidelines on statin prescribing in the prevention of cardiovascular diseaseโ€ (2006). I principi attivi piรน efficaci sono sulla sinistra del grafico (A=atorvastatina; F=fluvastatina; P=pravastatina; R=rosuvastatina; S=simvastatina; L=lovastatina). La dose รจ indicata dopo la lettera che indica il farmaco.

Classificazione in base al livello di rischio

In accordo con le Linee Guida dellโ€™ESC/EAS per il trattamento della dislipidemia, e dei successivi aggiornamenti (Atherosclerosis, 2012), รจ stato possibile procedere a una stratificazione del rischio (e relativa identificazione del TT) come di seguito specificato. I pazienti con risk score โ‰ค1% per CVD fatale a 10 anni (vedi carta del rischio allegata) sono considerati a rischio basso. Il trattamento di tali pazienti consiste nella modifica dello stile di vita. I pazienti con risk score >1% e <4% sono da considerare a rischio medio; per tali pazienti รจ indicata la modifica dello stile di vita per almeno 6 mesi prima di prendere in esame il trattamento farmacologico. I pazienti con risk score 4-5% sono considerati a rischio moderato. Sono da considerare pazienti a rischio alto, oltre a coloro che presentano un risk score โ‰ฅ5% e <10% per CVD fatale a 10 anni, i pazienti con dislipidemie familiari o con ipertensione severa, i pazienti diabetici senza fattori di rischio CV e senza danno dโ€™organo, e i pazienti con IRC moderata (FG 30-59 ml/min/1.73m2 ). Sono infine da considerarsi individui a rischio molto alto, oltre ai soggetti con uno score โ‰ฅ10%, i pazienti con malattia coronarica (CHD), stroke ischemico, arteriopatie periferiche (PAD), pregresso infarto, bypass aortocoronarico, i pazienti diabetici con uno o piรน fattori di rischio CV e/o markers di danno dโ€™organo (come la microalbuminuria), i pazienti con IRC grave (FG 15-29 ml/min/1.73m2 ).

Particolari categorie di pazienti
Pazienti di etร  >65 anni.
In accordo alle raccomandazioni delle linee guida, in considerazione dei risultati dello studio PROSPER, nonchรฉ delle metanalisi in cui รจ stata valutata lโ€™efficacia delle statine nei pazienti anziani, il trattamento con farmaci ipolipemizzanti nei pazienti con etร  >65 anni con aumentato rischio cardiovascolare รจ da considerarsi rimborsabile dal SSN. La rimborsabilitร  si intende estesa, in prevenzione primaria, fino agli 80 anni. Oltre tale etร , invece, non esistono evidenze sufficienti a sostegno dellโ€™opportunitร  del trattamento. Nei pazienti con etร  >65 anni ma con evidenza di malattia coronarica, vascolare o diabete mellito la rimborsabilitร  dei farmaci ipolipemizzanti รจ a carico del SSN per definizione, dovendosi considerare questi pazienti in prevenzione secondaria.

  • Per quanto riguarda i pazienti diabetici va considerato che in questa tipologia di pazienti
    le LDL sono impoverite in colesterolo e arricchite in trigliceridi; pertanto il dosaggio del
    colesterolo LDL non fornisce una adeguata informazione sul suo reale valore e quindi
    anche sul TT che deve essere raggiunto. In questi pazienti dovrebbe quindi essere
    considerato anche il dosaggio dellโ€™ApoB sia per stabilire il momento di inizio della
    terapia, sia per quanto riguarda il TT da raggiungere (โ‰ค80 mg/dL nei pazienti diabetici).
    Lโ€™ApoB infatti รจ indicativo del numero di particelle circolanti dato che ogni particella di
    LDL contiene una molecola di ApoB. Il dosaggio dellโ€™ApoB sarebbe utile anche nei
    soggetti con sindrome metabolica e nei pazienti con insufficienza renale cronica. Il
    colesterolo non HDL, inoltre, la cui determinazione puรฒ essere utile se non รจ possibile
    il dosaggio dellโ€™ApoB, si calcola facilmente dal colesterolo totale (TC) meno HDL-C.
  • Anche isolati elevati livelli di trigliceridi costituiscono un fattore di rischio. Recenti
    meta-analisi hanno infatti dimostrato che lโ€™aumento dei trigliceridi aumenta il rischio
    CV anche dopo aggiustamento per le variabili interferenti incluso il colesterolo HDL. Le
    ragioni del rischio associate ad una trigliceridemia >150 mg/dL sono verosimilmente da
    attribuire a 2 fattori: 1) persistenza in circolo di lp remnants post/prandiali ad alta
    potenzialitร  aterogena per lโ€™elevato contenuto in colesterolo e captazione da parte dei
    macrofagi; 2) modificazioni compositive che inducono sulle altre lp in particolare sulle LDL.
  • Pazienti con livelli elevati di LP(a) >50 mg/dL
  • Pazienti con HDL basse (<40 mg/dL M e <50 mg/dL F). Si consideri a tale proposito che piรน del 50% dei pazienti con coronaropatia documentata ha bassi livelli di HDL

Dislipidemie familiari

Le dislipidemie familiari sono malattie su base genetica caratterizzate da elevati livelli di alcune frazioni lipidiche plasmatiche e spesso da una grave e precoce insorgenza di malattie CV. Le dislipidemie erano classicamente distinte secondo la classificazione di Frederickson, basata sullโ€™individuazione delle frazioni lipoproteiche aumentate; questa classificazione รจ oggi in parte superata da una classificazione genotipica, basata sullโ€™identificazione delle alterazioni geniche responsabili. Ad oggi non sono tuttavia definiti criteri internazionali consolidati per la diagnosi molecolare di tutte le principali dislipidemie familiari e lโ€™applicabilitร  clinica pratica di tali criteri รจ comunque limitata: il loro riconoscimento va quindi effettuato impiegando algoritmi diagnostici che si basano sulla combinazione di criteri biochimici, clinici ed anamnestici. รˆ essenziale per la diagnosi di dislipidemia familiare escludere preliminarmente tutte le forme di iperlipidemia secondaria o da farmaci. Tra le dislipidemie familiari dominanti e recessive che piรน frequentemente si associano ad un rischio aumentato di cardiopatia ischemica prematura, vanno ricordate le ipercolesterolemie familiari autosomiche dominanti (ADH1, ADH2, ADH3) e recessive, lโ€™iperlipidemia familiare combinata (FCH), la disbetalipoproteinemia e le gravi iperchilomicronemie/ipertrigliceridemie, come indicate nel box con il relativo difetto genico. In tutti questi pazienti lโ€™obiettivo primario della terapia รจ di portare la colesterolemia a valori piรน bassi possibile. Rimandando alle Linee Guida dellโ€™ESC/EAS per una descrizione piรน dettagliata dei criteri diagnostici, ai fini dellโ€™appropriatezza prescrittiva dei medicinali in Nota 13 si riportano di seguito i principali criteri clinici per la diagnosi delle forme familiari piรน comuni.

Ipercolesterolemia familiare monogenica, o FH

Malattia genetica (con prevalenza nel nostro Paese intorno ad 1:500) frequentemente dovuta a mutazioni del gene che codifica il recettore delle LDL. Benchรฉ una diagnosi certa sia ottenibile solamente mediante metodiche di analisi molecolare (oggi possibili presso centri specializzati), questa dislipidemia, nella pratica clinica, puรฒ essere diagnosticata con ragionevole certezza mediante un complesso di criteri biochimici, clinici ed anamnestici. I cardini di questi criteri, sostanzialmente condivisi da tutti gli algoritmi diagnostici proposti, includono: colesterolemia LDL superiore a 190 mg/dL piรน trasmissione verticale della malattia, documentata dalla presenza di analoga alterazione biochimica nei familiari del probando.

In assenza di informazioni sul profilo lipidico dei familiari il sospetto รจ molto forte se insieme alla colesterolemia LDL superiore a 190 mg/dL si osservano:

  • presenza di xantomatosi tendinea nel probando

oppure

  • unโ€™anamnesi positiva per cardiopatia ischemica precoce (prima dei 55 anni negli uomini, prima dei 60 nelle donne) nel probando o nei familiari di I e II grado (nonni, genitori, fratelli) o la presenza di grave ipercolesterolemia in figli in etร  prepubere.

Dati recenti suggeriscono che un appropriato trattamento dei pazienti con ipercolesterolemia familiare conduce ad un sostanziale abbattimento del loro eccesso di rischio cardiovascolare.

Iperlipidemia combinata familiare, o FCH

Questa malattia (con prevalenza nel nostro Paese intorno ad 1-2:100) รจ caratterizzata da una importante variabilitร  fenotipica ed รจ collegata a numerose variazioni genetiche, con meccanismi fisiopatologici apparentemente legati ad unโ€™iperproduzione di ApoB-100, e quindi delle VLDL. I criteri diagnostici sui quali รจ presente un consenso sono:

  • colesterolemia LDL superiore a 160 mg/dL e/o trigliceridemia superiore a 200 mg/dL

piรน

  • documentazione nei membri della stessa famiglia (I e II grado) di piรน casi di ipercolesterolemia e/o ipertrigliceridemia (fenotipi multipli), spesso con variabilitร  fenotipica nel tempo (passaggio da ipercolesterolemia ad ipertrigliceridemia, o a forme miste).

In assenza di documentazione sui familiari, la dislipidemia familiare รจ fortemente sospetta in presenza di una diagnosi anamnestica o clinica o strumentale di arteriosclerosi precoce. รˆ indispensabile per la validitร  della diagnosi di iperlipidemia combinata familiare escludere le famiglie in cui siano presenti unicamente ipercolesterolemia o ipertrigliceridemia.

Disbetalipoproteinemia familiare

Patologia molto rara (con prevalenza nel nostro Paese intorno ad 1:10.000) che si manifesta in soggetti omozigoti per lโ€™isoforma E2 dellโ€™apolipoproteina E. La patologia si manifesta in realtร  solamente in una piccola percentuale dei pazienti E2/E2, per motivi non ancora ben noti. I criteri diagnostici includono valori sia di colesterolemia che di trigliceridemia intorno ai 400-500 mg/dL piรน presenza di larga banda beta, da fusione delle bande VLDL ed LDL, alla elettroforesi delle lipoproteine. La presenza di uno di questi fattori aumenta la validitร  della diagnosi:

  • xantomi tuberosi
  • xantomi striati palmari (strie giallastre nelle pieghe interdigitali o sulla superficie palmare delle mani, da considerare molto specifici)

Iperlipidemie in pazienti con insufficienza renale cronica (IRC)

Per il trattamento ipocolesterolemizzante dei pazienti con insufficienza renale (eGFR <60 ml/min/1.73m2 ) รจ necessario prestare attenzione alla scelta della terapia a seconda del grado di insufficienza renale. Le statine si sono dimostrate efficaci nel ridurre gli eventi cardiovascolari nei pazienti con insufficienza renale cronica, di ridurre la proteinuria e di rallentare la progressione della malattia renale. Tutte le statine sono prevalentemente escrete attraverso il fegato nelle vie biliari e quindi con le feci nellโ€™intestino. Una parte minore, meno del 13 %, viene eliminata attraverso il rene, in percentuale diversa a seconda della statina (Goodman and Gilmanโ€™s The Pharmacological Basis of Therapeutics, 1996, pag. 887). Nei pazienti con IRC in stadio 5 (GFR < 15 ml/min o in trattamento sostitutivo della funzione renale) le evidenze attuali, desunte dai pochi studi di intervento pubblicati, non sono favorevoli al trattamento della dislipidemia. Il recente risultato dello studio AURORA, che valutava lโ€™effetto di rosuvastatina in una popolazione di pazienti con IRC allo stadio finale, ha dimostrato che, a fronte di una riduzione del LDL-C, il trattamento con statina non era associato ad una riduzione dellโ€™end-point combinato di IMA, stroke e morte cardiovascolare.

Iperlipidemia indotte da farmaci (immunosoppressori, antiretrovirali e inibitori della aromatasi)

Un incremento del colesterolo totale e delle frazioni a basso peso molecolare (LDL e VLVL), dei TG e dellโ€™apolipoproteina B sono stati riscontrati:

  1. nel 60-80% dei pazienti sottoposti a trapianto di cuore e che ricevono una terapia
    immunosoppressiva standard comprensiva di steroidi, ciclosporina e azatioprina;
  2. nel 45% dei pazienti sottoposti a trapianto di fegato;
  3. in una percentuale di pazienti sottoposti a trapianto di rene che a seconda delle varie casistiche considerate arriva fino al 60%.

Numerosi studi effettuati su campioni di popolazione di adeguata numerositร  hanno consentito di dimostrare la correlazione tra iperlipidemia e lo sviluppo di aterosclerosi e conseguentemente di malattia cardiovascolare. Lโ€™iperlipidemia indotta dai farmaci immunosoppressivi, inoltre, accelera lo sviluppo della cosiddetta GVC (graft coronary vasculopathy), una forma di aterosclerosi coronarica accelerata che rappresenta la piรน comune causa di morte tardiva post-trapianto di cuore e che si riscontra in questi pazienti con unโ€™incidenza annua pari al 10%. Alla luce di questi dati nella pratica clinica lโ€™utilizzo di farmaci ipolipemizzanti nei pazienti sottoposti a trapianto di organo solido si รจ reso indispensabile laddove lโ€™utilizzo di un regime dietetico controllato a basso contenuto di colesterolo e la riduzione di eventuali ulteriori fattori di rischio cardiovascolare modificabili non sia stata sufficiente per mantenere i valori di colesterolemia entro i limiti consigliati e laddove non sia proponibile lโ€™utilizzo di uno schema alternativo di terapia antirigetto. Nei pazienti con infezione da HIV, a seguito dellโ€™introduzione della HAART (terapia antiretrovirale di combinazione ad alta efficacia), รจ frequente lโ€™insorgenza di dislipidemia indotta dai farmaci antiretrovirali che, nel tempo, puรฒ contribuire ad un aumento dellโ€™incidenza di eventi cardio-vascolari, sviluppabili anche in giovane etร . Da studi di coorte prospettici, se pur non tutti concordi, emerge un rischio relativo di eventi ischemici vascolari pari a circa 1.25 per anno con incremento progressivo e proporzionale alla durata di esposizione alla terapia antiretrovirale. La prevalenza di dislipidemia nei pazienti HIV positivi รจ variabile in rapporto al tipo di terapia antiretrovirale, comunque รจ intorno al 25% per la colesterolemia e oltre il 30% per lโ€™ipertrigliceridemia (indotta in particolare dallโ€™interferone). Alla luce di questi dati, nella pratica clinica lโ€™utilizzo di farmaci ipolipemizzanti nei pazienti con infezione da HIV in trattamento antiretrovirale si รจ reso necessario, laddove la riduzione dei fattori di rischio cardiovascolare โ€œmodificabiliโ€ non si riveli sufficiente e laddove, per motivi clinici e/o virologici, non sia sostituibile la terapia antiretrovirale in atto. In questi casi si possono utilizzare statine di 2ยฐ livello. Nei pazienti in trattamento con farmaci anti-retrovirali il trattamento con simvastatina รจ controindicato. รˆ stato dimostrato che gli inibitori dellโ€™aromatasi (anastrozolo, letrozolo ed exemestane) possono aumentare il livello del colesterolo sierico in meno del 7% dei pazienti trattati. Poichรฉ lโ€™anastrozolo a dosi molto elevate รจ un inibitore del CYP1A2, CYP3A4 e CYP2C8/9 e il letrozolo รจ un modesto inibitore del CYP2C19, se tali inibitori dellโ€™aromatasi sono associati alla rosuvastatina, si puรฒ osservare una ridotta attivazione o un ridotto metabolismo della rosuvastatina. Essendo la pravastatina un debole induttore del CYP3A4 riduce i livelli plasmatici dei su citati inibitori dellโ€™aromatasi.

PROSECUZIONE DEL TRATTAMENTO CON STATINE NELLโ€™AMBITO DI TERAPIE DI COMBINAZIONE CON FARMACI NON IPOLIPEMIZZANTI

Sono ammesse alla rimborsabilitร  le seguenti combinazioni di principi attivi a dose fissa limitatamente a pazienti adulti affetti da dislipidemie giร  incluse nella Nota 13 ed esclusivamente nei casi in cui il paziente sia giร  adeguatamente trattato e controllato dallโ€™assunzione contemporanea ed estemporanea dei medesimi principi attivi, agli stessi dosaggi, presenti nelle combinazioni fisse, in aderenza alle indicazioni terapeutiche riportate nei rispettivi RCP:

  • atorvastatina, perindopril e amlodipina
  • rosuvastatina e amlodipina
  • rosuvastatina e acido acetilsalicilico
  • rosuvastatina e ramipril
  • ramipril, amlodipina e atorvastatina

Riportiamo a questo link un documento con un commento alla nota 13 da parte delle SIMG (Societร  Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie).

Fonte: SIMG

BIBLIOGRAFIA

  1. Assmann G. Cullen P. Schulte H. Simple scoring scheme for calculating the risk of acute
    coronary events based on the 10-yera follow up of the prospective cardiovascular Munster
    (PROCAM) study. Circulation 2002;105:310-5.
  2. Brunzell JD Hypertriglyceridemia N Engl J Med 2007; 357:1009-1017.
  3. Cooney MT, Dudina A, Dโ€™Agostino R, Graham IM. Cardiovascular risk-estimation systems in
    primary prevention: do they differ? Do they make a difference? Can we see the future?
    Circulation. 2010 Jul 20;122(3):300-10.
  4. Cooney MT, Kotseva K, Dudina A, De Backer G, Wood D, Graham I. Determinants of risk
    factor control in subjects with coronary heart disease: a report from the EUROASPIRE III
    investigators. Eur J Prev Cardiol. 2012 Apr 18.
  5. European Association for Cardiovascular Prevention & Rehabilitation, Reiner Z,Catapano AL,
    De Backer G, Graham I, Taskinen MR, Wiklund O, Agewall S, Alegria E,Chapman MJ,
    Durrington P, Erdine S, Halcox J, Hobbs R, Kjekshus J, Filardi PP, Riccardi G, Storey RF,
    Wood D; ESC Committee for Practice Guidelines (CPG) 2008-2010 and 2010-2012
    Committees. ESC/EAS Guidelines for the management of dyslipidaemias: the Task Force for
    the management of dyslipidaemias of the European Society of Cardiology (ESC) and the
    European Atherosclerosis Society (EAS). Eur Heart J. 2011 Jul;32(14):1769-818.
  6. European Guidelines on cardiovascular disease prevention in clinical practice (version 2012).
    The Fifth Joint Task Force of the European Society of Cardiology and Other Societies on
    Cardiovascular Disease Prevention in Clinical Practice (constituted by representatives of
    nine societies and by invited experts). Developed with the special contribution of the
    European Association for Cardiovascular Prevention & Rehabilitation (EACPR).
    Atherosclerosis 223 (2012) 1-68.
  7. Fellstrรถm BC, Jardine AG, Schmieder RE, et al AURORA Study Group. Rosuvastatin and
    cardiovascular events in patients undergoing hemodialysis. N Engl J Med. 2009 Apr
    2;360(14):1395-407. Epub 2009 Mar 30. Erratum in: N Engl J Med. 2010 Apr
    15;362(15):1450.
  8. Ferns G, Keti V, Griffin B. Investigation and management of hypertriglyceridaemia. 1. Clin
    Pathol. 2008 Nov;61(11):1174-83.
  9. Goodman and Gilmanโ€™s The Pharmacological Basis of Therapeutics, 1996.
  10. โ€œGuidelines on statin prescribing in the prevention of cardiovascular diseaseโ€ NHS
    Foundation Trust (2006).
  11. Leaf DA Chylomicronemia and the chylomicronemia syndrome: a practical approach to
    management. Am J Med. 2008 Jan;121(1):10-2.
  12. Naoumova RP Soutar AK Mechanisms of Disease: Genetic Causes of Familial
    Hypercholesterolemia Nat Clin Pract Cardiovasc Med CME. 2007;4(4):214-225.
  13. Pajukanta P, Terwilliger JD, Perola M, Hiekkalinna T, Nuotio I, Ellonen P, Parkkonen M,
    Hartiala J, Ylitalo K, Pihlajamaki J, Porkka K, Laakso M, Viikari J, Ehnholm C, Taskinen MR,
    Peltonen L. Genomewide scan for familial combined hyperlipidemia genes in Finnish
    families, suggesting multiple susceptibility loci influencing triglyceride, cholesterol, and
    apolipoprotein B levels. Am J Hum Genet 1999;64:1453โ€“1463.
  14. Paynter NP. Chasman DI, Buring JE, et al. Cardiovascular disease risk prediction with and
    without Knowledge of genetic variation at chromosome 9p21.3. Am. Intern Med.
    2009;150:474-84.
  15. Pyรถrรคlรค K, De Backer G, Graham I, Poole-Wilson P, Wood D. Prevention of coronary heart
    disease in clinical practice. Recommendations of the Task Force of the European Society of
    Cardiology, European Atherosclerosis Society and European Society of Hypertension. Eur
    Heart J. 1994 Oct;15(10):1300-31.
  16. Porkka KV, Nuotio I, Pajukanta P, Ehnholm C, Suurinkeroinen L, Syvanne M, Lehtimaki T,
    Lahdenkari AT, Lahdenpera S, Ylitalo K, Antikainen M, Perola M, Raitakari OT, Kovanen P,
    Viikari JS, Peltonen L, Taskinen MR. Phenotype expression in familial combined
    hyperlipidemia. Atherosclerosis 1997;133:245โ€“253.
  17. Reiner Z, Catapano AL, de Backer G et al. ESC/EAS Guidelines for the management of
    dyslipidemias. Eur Heart Journal, 2011; 32:1769-1818.
  18. Schenner MT, Sieverding P. Shekelle PG: Delivery of genomic medicine for common chronic
    adult disease: a systematic review. JAMA, 2008;299:1320-34.
  19. Soutar AR Rare genetic causes of autosomal dominant or recessive hypercholesterolaemia
    IUBMB Life Volume 62, Issue 2, pages 125โ€“131, February 2010.
  20. Suviolahti E, Lilja HE, Pajukanta P. Unraveling the complex genetics of familial combined
    hyperlipidemia. Ann Med 2006;385:337-51.
  21. Triglyceride Coronary Disease Genetics Consortium and Emerging Risk Factors Collaboration
    Triglyceride-mediated pathways and coronary disease: collaborative analysis of 101 studies.
    Lancet. 2010 May 8;375(9726):1634-9.
  22. Venkatesan S, Cullen P, Pacy P, Halliday D, Scott J. Stable isotopes show a direct relation
    between VLDL apoB overproduction and serum triglyceride levels and indicate a
    metabolically and biochemically coherent basis for familial combined hyperlipidemia.
    Arterioscler Thromb 1993;13:1110โ€“1118.
  23. Wierzbicki AS, Humphries ES, Minhas R Familial hypercholesterolaemia: summary of NICE
    guidance BMJ 2008; 337:a1095
guest
0 Commenti
Commenti Inline
Vedi tutti i commenti