Nota AIFA 66 (Antinfiammatori non steroidei – FANS)


ULTIMO AGGIORNAMENTO DEL 22/10/2018

(LA VERSIONE SEGUENTE E’ QUELLA PIU’ AGGIORNATA)


Farmaci in nota: Tenoxicam, Sulindac, Proglumetacina, Piroxicam, Oxaprozina, Nimesulide, Naprossene, Nabumetone, Meloxicam, Lornoxicam, Ketoprofene, Indometacina, Ibuprofene, Furprofene, Flurbiprofene, Fentiazac, Etoricoxib, Diclofenac + Misoprostolo, Diclofenac, Dexibuprofene, Codeina e ibuprofene, Cinnoxicam, Celecoxib, Amtolmetina, Acido tiaprofenico, Acido mefenamico, Acetametacina, Aceclofenac

Limitatamente alla seguente indicazione:

  • Artropatie su base connettivitica
  • Osteoartrosi in fase algica o infiammatoria
  • Dolore neoplastico
  • Attacco acuto di gotta

Farmaci in nota:

  • aceclofenac
  • acemetacina
  • acido mefenamico
  • acido tiaprofenico
  • amtolmetina guacile
  • celecoxib
  • cinnoxicam
  • dexibuprofene
  • diclofenac
  • diclofenac + misoprostolo
  • etoricoxib
  • fentiazac
  • flurbiprofene
  • furprofene
  • ibuprofene
  • indometacina
  • ketoprofene
  • lornoxicam
  • meloxicam
  • nabumetone
  • naprossene
  • oxaprozina
  • piroxicam
  • proglumetacina
  • sulindac
  • tenoxicam

Limitatamente alla seguente indicazione:

  • Trattamento di breve durata del dolore acutoย  nellโ€™ambito delle patologie sopra descritte

Farmaci in nota:

  • nimesulide

Limitatamente alla seguente indicazione:

  • Trattamento di breve durata del dolore acuto di entitร  moderata nei soggetti in cui il sintomo non sia adeguatamente controllato con altri antidolorifici assunti singolarmente.

Farmaci in nota

  • Ibuprofene/Codeina

BACKGROUND

La categoria dei farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) comprende una varietร  di principi attivi differenti appartenenti a classi chimiche diverse che agiscono mediante inibizione della ciclo-ossigenasi (COX) dellโ€™acido arachidonico, inibendo cosi la produzione di prostaglandine (PG) e trombossani.

I principali effetti farmacologici dei FANS sono rappresentati dallโ€™azione analgesica, antiinfiammatoria, e antipiretica. Per tali caratteristiche essi hanno ruoli consolidati nella gestione del dolore negli stati artritici, nel dolore neoplastico e negli attacchi acuti di gotta.

Lโ€™Organizzazione Mondiale della Sanitร  (OMS) ha da tempo proposto una scala di valutazione del dolore, in prima istanza di tipo oncologico, e successivamente adottata anche come linea-guida per il trattamento del dolore muscoloscheletrico, precisando che le modalitร  di somministrazione e la potenza dei farmaci prescelti devono essere commisurati alla intensitร  del dolore misurato o previsto, proponendo una Scala Analgesica. Questa scala consta di tre livelli a seconda della valutazione effettuata dal paziente mediante una scala visuo-analogica (VAS – sulla quale viene chiesto di quantificare lโ€™intensitร  del dolore percepito esprimendo un punteggio da 0 a 10, dove 0=nessun dolore, 10=dolore insopportabile):

  • Dolore lieve (valutazione del dolore secondo scala visuo-analogica (VAS) da 1-4): รจ suggerito trattamento con FANS o paracetamolo ยฑ adiuvanti;
  • Dolore di grado lieve-moderato (VAS 5-6): รจ suggerito trattamento con oppioidi deboli ยฑ FANS o paracetamolo ยฑ adiuvanti;
  • Dolore grave o da moderato a grave (VAS 7-10): รจ suggerito trattamento con oppioidi forti ยฑ FANS o paracetamolo ยฑ adiuvanti.

Evidenze disponibili

Efficacia

FANS in monoterapia

Le differenze nellโ€™attivitร  antinfiammatoria dei vari FANS sono modeste, ma vi possono essere considerevoli diversitร  nella risposta individuale del paziente. Secondo il British National Formulary il 60% circa dei pazienti รจ sensibile a ogni tipo di FANS; dei restanti, alcuni che non rispondono a un farmaco possono trovare giovamento con un altro.

Un effetto analgesico si ottiene in genere in una settimana, mentre per un effetto antinfiammatorio completo (anche dal punto di vista clinico) servono spesso anche tre settimane. Se trascorso questo tempo non vi sono risultati, รจ bene tentare con un altro farmaco.

FANS in combinazione fissa con altri analgesici

Nella gestione clinica del dolore moderato-severo puรฒ essere difficile ottenere un controllo effettivo del dolore stesso usando un solo farmaco (monoterapia). La maggior parte degli analgesici presentano, infatti, limitazioni del loro dosaggio massimo, sia per il raggiungimento di un plateau di efficacia, che per problemi di tollerabilitร . Inoltre in molti casi il dolore trova unโ€™origine multifattoriale e ciรฒ contribuisce a limitare lโ€™efficacia della monoterapia. Lโ€™utilizzo di analgesici diversi in combinazione (analgesia multimodale) consente di aumentare lโ€™efficacia in ragione di effetti additivi o sinergici, senza aumento delle dosi dei singoli farmaci e con riduzione degli effetti collaterali correlati alla dose [Savarese 2017; Elvir-Lazo 2010; Hartrick 2004; Kehlet 1993; Kehlet 2002; Skinner 2004; Varrassi 2017]. Tale strategia รจ attualmente raccomandata dalle principali linee-guide relative al trattamento del dolore acuto perioperatorio [American Society of Anesthesiologists 2012; Chou et al 2016].

La combinazione a dose fissa a base di ibuprofene/codeina viene ammessa alla rimborsabilitร  limitatamente al trattamento di breve durata del dolore acuto di entitร  moderata nei soggetti in cui il sintomo non sia adeguatamente controllato con altri antidolorifici assunti singolarmente.

La combinazione ibuprofene/codeina รจ indicata nel trattamento sintomatico del dolore da lieve a moderato negli adulti se non adeguatamente alleviato dagli altri antidolorifici quali paracetamolo o ibuprofene. Il dosaggio autorizzato nella popolazione adulta รจ di 1 compressa ogni 4-6 ore, con una dose massima giornaliera di 6 compresse (2.400 mg ibuprofene/180ย mg codeina fosfato emidrato) nelle 24 ore. Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l’uso della dose minima efficace per la durata di trattamento piรน breve possibile necessaria per controllare i sintomi. Lโ€™efficacia e la sicurezza dellโ€™associazione ibuprofene/codeina sono state adeguatamente indagate in studi clinici, utilizzando molteplici posologie, durate di trattamento e comparatori, e sono state dimostrate dai risultati di studi clinici pubblicati relativi a vari stati dolorosi, quali gli stati artrosici, il dolore dentale, e il dolore post-operatorio. Una revisione sistematica della letteratura effettuata dal gruppo Cochrane, ha confermato lโ€™ efficacia analgesica della combinazione, in grado di ridurre il dolore post-operatorio massimo percepito in modo significativo sia rispetto al placebo (64% vs 18%; NNT 2.2; 95% CI 1.8-2.6) sia rispetto a ibuprofene da solo (69% vs 55%) [Derry 2015].

Sicurezza

La differenza principale tra i diversi FANS risiede nellโ€™incidenza e nel tipo di effetti indesiderati. Prima di intraprendere la terapia il medico dovrebbe valutare i benefici e i possibili effetti collaterali. La differenza di attivitร  dei vari FANS riflette la selettivitร  nellโ€™inibizione dei diversi tipi di ciclossigenasi; lโ€™inibizione selettiva della ciclossigenasi 2 puรฒ migliorare la tollerabilitร  gastrica, ma molti altri fattori influiscono sulla tollerabilitร  gastrointestinale e questi, e altri effetti indesiderati, dovrebbero essere valutati nella scelta di un dato FANS.

Al momento della loro immissione in commercio, i COXIB venivano indicati come antinfiammatori privi di rischio gastrointestinale. In realtร , la revisione degli studi di registrazione (come il CLASS e il VIGOR) e successivi studi pubblicati hanno dimostrato che la gastrolesivitร  era solo lievemente diminuita rispetto ai FANS non selettivi, ed รจ emerso un aumento di rischio cardiovascolare. Studi sia randomizzati sia osservazionali, nonchรฉ numerose metanalisi, o revisioni sistematiche, hanno nel tempo confermato la potenziale tossicitร  cardiovascolare dei COXIB. Ciรฒ ha significato per alcuni di essi il ritiro dal commercio (rofecoxib, valdecoxib) o la revisione del profilo di rischio (lumiracoxib, poi ritirato per epatotossicitร ) insieme allโ€™interruzione di alcuni importanti studi clinici in corso (celecoxib).

Il dibattito in merito al profilo di sicurezza dei COXIB รจ tuttavia rimasto al centro della letteratura scientifica di settore [Coxib and traditional NSAID Trialistsโ€™ Collaboration 2013; Bally 2017; Beales 2017; Chan 2017; Gunter 2017; Mukherjee 2017] e recentemente sono stati portati a termine due grossi studi clinici randomizzati con lโ€™obiettivo di valutare la sicurezza dei COXIB rispetto ai FANS tradizionali (studi PRECISION e SCOT) [Nissen 2016; MacDonald 2017] in termini di endpoint cardiovascolari. In particolare, lo studio PRECISION [Nissen 2016] era uno studio di non-inferioritร , randomizzato, multicentrico, in doppio cieco che arruolava pazienti ad aumentato rischio cardiovascolare, affetti da artrite reumatoide e da osteoartrite. I pazienti (n=24.081) sono stati randomizzati al trattamento con celecoxib (100 mg due volte al dรฌ), ibuprofene (600 mg tre volte al dรฌ) o naprossene (375 mg due volte al dรฌ), tutti controllati versus placebo. Nella popolazione intention-to-treat lโ€™endpoint primario (rappresentato dalla prima comparsa di un evento avverso tra quelli contemplati dai criteri dellโ€™Antiplatelet Trialists Collaboration (APTC), quali decesso per cause cardiovascolari, decesso per emorragia, infarto miocardico non fatale, stroke non fatale) si รจ verificato in 188 pazienti del gruppo celecoxib (2,3%), in 201 del gruppo naprossene (2,5%) e in 218 del gruppo ibuprofene (2,7%), documentando la non inferioritร  del celecoxib sia rispetto al naprossene che rispetto a ibuprofene. Tale effetto รจ stato confermato nei due sottogruppi di soggetti con artrite reumatoide e con osteoartrite [Solomon 2018]. Il trattamento con celecoxib ha inoltre prodotto dei tassi di eventi indesiderati gastro-intestinali inferiori rispetto ad entrambi i FANS di confronto e una percentuale di gravi eventi avversi renali inferiore rispetto a quelli prodotti da ibuprofene. I dati relativi alla sicurezza gastrointestinale sono stati recentemente confermati in una successiva analisi secondaria dello studio [Yeomans 2018]. Lo studio SCOT (Standard care vs Celecoxib Outcome Trial) รจ uno studio randomizzato, controllato, di non-inferioritร , in cui soggetti di etร  โ‰ฅ60 anni, con osteoartrite ma con basso rischio cardiovascolare, venivano randomizzati allo switch con celecoxib o alla prosecuzione dei FANS tradizionali in atto al momento dellโ€™arruolamento [MacDonald 2017]. Lโ€™endpoint primario era rappresentato dalla combinazione di infarto miocardico non fatale, ictus non fatale e mortalitร  cardiovascolare. Dopo un periodo mediano di 3 anni di follow-up, nei 7297 soggetti randomizzati, nellโ€™analisi intention-to-treat, il tasso di eventi cardiovascolari era simile per celecoxib (1.14 per 100 patient-years) e per i FANS tradizionali (1.10 per 100 patient-years) (HR =โ€‰1.04, 95% CI, 0.81-1.33; Pโ€‰=โ€‰0.75). Nellโ€™interpretazione dei dati di entrambi questi trial permangono tuttavia importanti criticitร  metodologiche che rendono difficilmente valutabile il reale profilo di sicurezza relativo dei differenti farmaci in studio [FitzGerald 2017Grosser 2017; Pepine 2017].

Alla luce dei dubbi sul profilo di sicurezza cardiovascolare, gli inibitori selettivi della ciclossigenasi 2 dovrebbero essere preferiti ai FANS non selettivi solo se vi รจ unโ€™indicazione specifica (per esempio in caso di rischio molto elevato di ulcera, perforazione o sanguinamento gastrointestinale) e comunque soltanto dopo unโ€™attenta valutazione del rischio cardiovascolare. A dosi elevate e nel trattamento a lungo termine, i FANS non selettivi potrebbero comportare un lieve aumento del rischio di eventi trombotici (come infarto miocardico e ictus). Il diclofenac e lโ€™etoricoxib aumentano il rischio trombotico, mentre il naprossene รจ associato a un rischio inferiore. Dosi elevate di ibuprofene (2,4 g al giorno) possono determinare un lieve aumento di rischi trombotici, mentre dosi basse del farmaco (1,2 g al giorno o meno) non aumentano il rischio di infarto miocardico. Le diverse raccomandazioni emanate a tal proposito dalle agenzie regolatorie, quali EMA e FDA, possono sinteticamente riassumersi nella raccomandazione generale di utilizzare i FANS o gli inibitori selettivi della ciclossigenasi 2, nel trattamento sintomatico, alla dose minima efficace e per il periodo piรน breve possibile; si raccomanda, inoltre, nel caso di trattamento a lungo termine, di considerarne periodicamente la necessitร . Recenti studi suggeriscono che lโ€™uso dei FANS (soprattutto ad alte dosi) e nel trattamento a lungo termine puรฒ essere associato a un piccolo aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi. Uno studio evidenzia che anche lโ€™uso a breve termine (meno di una settimana) dei FANS puรฒ essere associato a un aumentato rischio di morte e di infarto miocardico (IM) ricorrente  in pazienti con pregresso IM. Un altro studio suggerisce che lโ€™uso dei FANS puรฒ essere associato a un aumentato rischio di fibrillazione atriale o di flutter atriale.

Tutti i FANS sono associati a tossicitร  gastrointestinale grave; il rischio maggiore รจ per gli anziani. Studi recenti condotti su 7 FANS per via orale, per valutarne la sicurezza, hanno dimostrato notevoli differenze nel rischio di insorgenza di gravi effetti indesiderati a livello del tratto gastrointestinale alto. Lโ€™azapropazone รจ il farmaco gravato dai rischi maggiori (ritirato dal commercio) e lโ€™ibuprofene il meglio tollerato; ketoprofene, indometacina, naprossene e diclofenac hanno un rischio intermedio. Piroxicam e ketorolac hanno dimostrato un maggior rischio gastrolesivo, per cui lโ€™EMA ne ha limitato lโ€™uso (v. RCP dei due prodotti). Il Committee on Safety of Medicines britannico consiglia pertanto di preferire i FANS associati a un basso rischio di effetti gastrointestinali come lโ€™ibuprofene, di iniziare la terapia con la dose piรน bassa efficace, di non utilizzare piรน di un FANS alla volta e ricordare che tutti i FANS sono controindicati nei soggetti con ulcera peptica (compresi gli inibitori selettivi della ciclossigenasi 2).

La combinazione di FANS e acido acetilsalicilico a basso dosaggio aumenta il rischio di effetti gastrointestinali; tale associazione deve essere utilizzata solo se รจ assolutamente necessaria e il paziente รจ monitorato. Dati preliminari farebbero ipotizzare una riduzione dellโ€™effetto antiaggregante dellโ€™ASA a basso dosaggio con alcuni FANS (ibuprofene e diclofenac), ma i tempi di somministrazione sono critici. Questโ€™azione di inibizione non parrebbe essere esercitata dal naprossene.

Nel caso delle terapie di combinazione a dose fissa devono essere presi in considerazione i profili di sicurezza specifici del medicinale associato.

La codeina puรฒ avere effetti oppioidi tipici e la presenza e gravitร  di tali sintomi dipendono dalla dose, dalla durata del trattamento e della sensibilitร  individuale. Gli effetti includono patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche (broncospasmo, depressione respiratoria), disturbi psichiatrici (confusione), patologie del sistema nervoso (capogiro, sedazione e sonnolenza, torpore, astenia), patologie gastrointestinali (costipazione, nausea e vomito), patologie del sistema immunitario (rash, orticaria, reazioni allergiche), patologie renali e urinarie (ritenzione urinaria). Possono svilupparsi tolleranza e dipendenza, in particolare in connessione con l’impiego prolungato di quantitativi elevati di codeina. Sebbene il rischio di sviluppare dipendenza dalla codeina sia basso rispetto alla morfina, questa possibilitร  deve comunque essere tenuta in considerazione.

Si ricorda che la segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo lโ€™autorizzazione del medicinale รจ importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari รจ richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema di segnalazione nazionale allโ€™indirizzoย https://www.aifa.gov.it/responsabili-farmacovigilanza.

Particolari avvertenze

I FANS devono essere utilizzati con cautela negli anziani (rischi di gravi effetti collaterali anche mortali), nelle patologie allergiche (sono controindicati nei soggetti con anamnesi positiva per allergia ad aspirina o a un altro FANS, inclusi coloro in cui un episodio di asma, angioedema, orticaria o rinite sia stato scatenato dallโ€™assunzione di aspirina o di un altro FANS), durante la gravidanza, lโ€™allattamento e nei difetti della coagulazione. Lโ€™impiego a lungo termine di alcuni FANS รจ associato a una riduzione della fertilitร  femminile, reversibile con la sospensione del trattamento. Nei soggetti con insufficienza renale, i FANS devono essere utilizzati con cautela, in quanto possono peggiorare la funzionalitร  renale; รจ necessario somministrare la dose minima possibile e controllare la funzionalitร  renale.

Vari FANS possono avere un effetto epatotossico. In particolare nimesulide ha un rischio epatotossico maggiore degli altri FANS ed รจ controindicata nei pazienti epatopatici, in quelli con una storia di abuso di alcool e negli assuntori di altri farmaci epatotossici.

Nel 2001 nimesulide รจ stata riesaminata dallโ€™EMA dopo pubblicazioni riguardanti casi di insufficienza epatica fulminante. Il Commitee for Medicinal Products for Human use (CHMP) ha riesaminato i dati provenienti da segnalazioni spontanee, studi epidemiologici, analisi aggregate e metanalisi.  Il CHMP ha concluso che i benefici delle formulazioni sistemiche di nimesulide sono ancora superiori ai rischi, purchรฉ lโ€™uso sia circoscritto alle condizioni in acuto e che nimesulide per uso sistemico non sia piรน impiegato nel trattamento dellโ€™osteoartrosi dolorosa che, essendo una condizione cronica, accresce il rischio che sia assunto a lungo termine, con un conseguente aumento del rischio di danno epatico. Il parere del CHMP, a seguito della conclusione della procedura di Referral ai sensi dellโ€™articolo 31 della direttiva 2001/83/CE, รจ stato recepito in toto dalla Commissione europea (CE), la cui decisione รจ stata pubblicata nella gazzetta ufficiale europea nel gennaio 2012. In sintesi nimesulide  va prescritta esclusivamente per il trattamento di seconda linea ed รจ indicata soltanto nel trattamento del dolore acuto. 

Tutti i FANS sono controindicati nello scompenso cardiaco grave. Gli inibitori selettivi della ciclossigenasi 2 sono controindicati nella cardiopatia ischemica, nelle patologie cerebrovascolari, nelle patologie arteriose periferiche e nello scompenso cardiaco moderato e grave. Gli inibitori selettivi della ciclossigenasi 2 devono essere usati con cautela nei pazienti con storia di insufficienza cardiaca, disfunzioni del ventricolo sinistro o ipertensione, cosรฌ come in caso di edema per cause diverse e quando vi sono fattori di rischio cardiovascolare. In alcuni studi il diclofenac ha mostrato un rischio cardiovascolare simile allโ€™etoricoxib. Il Committee on Safety of Medicines britannico avverte che i FANS non devono essere somministrati a soggetti con ulcera peptica attiva o pregressa e che gli inibitori selettivi della ciclossigenasi 2 sono controindicati in caso di ulcera peptica attiva. Secondo la stessa fonte ogni peggioramento di asma puรฒ essere attribuito allโ€™assunzione di un FANS.

Anche se รจ preferibile astenersi dalla prescrizione di FANS in soggetti con unโ€™ulcera gastrointestinale o un sanguinamento in atto o pregresso, e sospenderli nel caso in cui si verifichino queste condizioni, non si deve trascurare il fatto che molti pazienti affetti da gravi malattie reumatologiche (come lโ€™artrite reumatoide) possano trarre beneficio dallโ€™uso dei FANS per il controllo della sintomatologia dolorosa.

Nel caso delle coformulazioni in associazione fissa con altri analgesici, come con tutti i FANS e gli oppioidi, gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con lโ€™uso della piรน bassa dose efficace per la piรน breve durata possibile di trattamento che occorre per controllare i sintomi. Il trattamento deve essere iniziato con la piรน bassa dose efficace, che potrร  in seguito essere aggiustata in base alla risposta terapeutica e a eventuali effetti indesiderati.

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