ULTIMO AGGIORNAMENTO DEL 15/02/2022
(LA VERSIONE SEGUENTE ร QUELLA PIU’ AGGIORNATA)
Farmaci in nota:
– LABA: Formoterolo, Indacaterolo, Olodaterolo, Salmeterolo
– LAMA: Aclidinio, Glicopirronio, Tiotropio, Umeclidinio
– LABA + ICSย (unico erogatore): Formoterolo/Beclometasone, Formoterolo/Budesonide, Salmeterolo/Fluticasone Propionato, Vilanterolo/Fluticasone Furoato
– LABA + LAMAย (unico erogatore): Indacaterolo/Glicopirronio, Vilanterolo/Umeclidinio, Olodaterolo/Tiotropio, Formoterolo/Aclidinio
– ICS + LABA + LAMAย (unico erogatore): Beclometasone Dipropionato/Formoterolo Fumarato Diidrato/Glicopirronio Bromuro, Fluticasone Furoato/ Umeclidinio Bromuro/ Vilanterolo Trifenatato, Budesonide/glicopirronio bromuro/ formoterolo fumarato diidrato.
La prescrizione a carico del SSN dei farmaci inclusi nella nota per lโindicazione nella terapia inalatoria di mantenimento della BPCO รจ limitata ai pazienti con diagnosi certa di BPCO. La sospetta diagnosi di BPCO in pazienti che presentano dispnea, tosse cronica od espettorazione ed una storia di esposizione a fattori di rischio deve essere confermata mediante spirometria che dimostri la presenza di una ostruzione bronchiale persistente: FEV1/FVC (dopo broncodilatazione) <0,70 (70%)
- se FEV1 โฅ50% il MMG potrร prescrivere direttamente la terapia inalatoria seguendo le raccomandazioni delle linee guida GOLD o richiedere la consulenza specialistica (specialisti operanti presso strutture identificate dalle Regioni) su base clinica o secondo quanto previsto dai PDTA locali (vedi Tab. 1).
- se FEV1 <50% la prescrizione del trattamento di mantenimento (superata la eventuale fase acuta che potrร essere gestita dal MMG a domicilio o in ospedale) richiede una valutazione del danno funzionale polmonare mediante lโesecuzione di indagini di secondo livello e una rivalutazione periodica del trattamento. Ciรฒ potrร essere effettuato dallo specialista operante presso strutture identificate dalle Regioni e dotate della strumentazione diagnostica necessaria (vedi Tab. 1).
Al fine di definire un migliore approccio terapeutico le variabili da considerare sono le seguenti: grado di ostruzione al flusso, frequenza di riacutizzazioni, sintomatologia [dispnea (valutata attraverso il questionario mMRC^), capacitร di svolgere esercizio fisico (valutata attraverso il questionario CAT^^)], comorbilitร e diverso profilo di eventi avversi.

Raccomandazioni delle LG GOLD per i trattamenti successivi:
in caso di mancata/insufficiente risposta clinica alla monoterapia, al LABA/LAMA o al LABA/ICS, verificata la compliance e la corretta tecnica inalatoria, รจ prevista una escalation della terapia la cui strategia dipenderร dalla sintomatologia residua e dalle comorbilitร e non piรน dal gruppo (ABCD).
- Se lโobiettivo รจ ridurre la dispnea:
- 1ยฐ step: da LABA o LAMA passare a LABA+LAMA
- 2ยฐ step: dalla duplice terapia (LABA+LAMA) alla triplice (LABA+LAMA+ICS)
- Se lโobiettivo รจ ridurre le riacutizzazioni o entrambi:
- 1ยฐ step: da LAMA o LABA passare a LABA+LAMA o LABA+ICS (da preferire in pregressa asma o eosinofili >300 cellule/mcl oppure >100 cell/ยตL + >2 riacutizzazioni moderate/1 ricovero per riacutizzazione)
- 2ยฐ step: da duplice a triplice (LABA+LAMA+ICS)
Considerare una de-escalation (riduzione) della terapia con ICS o una modifica del trattamento in caso di polmonite, indicazione iniziale inappropriata o assenza di risposta a ICS. Nella scelta del farmaco o dellโassociazione si dovrร tener conto anche del tipo di erogatore in rapporto alla storia clinica del paziente, alle sue preferenze e alla sua capacitร di utilizzo di uno specifico dispositivo. A prescindere dallโerogatore scelto, alla prima prescrizione, il paziente dovrร essere istruito sulla modalitร di somministrazione e, ad ogni visita di controllo, si dovrร verificare che lโutilizzo sia corretto. Un eventuale cambio di erogatore dovrร essere concordato con il paziente avendogliene illustrato il funzionamento.

DIAGNOSI
Le principali linee guida internazionali e nazionali (GOLD update 20201, NICE update 20202, la gestione clinica integrata della BPCO 20143) sono concordi nel raccomandare che la diagnosi di BPCO venga presa in considerazione in presenza di sintomi respiratori e/o storia di esposizione a fattori di rischio (in particolare lโabitudine al fumo) e confermata dallโesecuzione di una spirometria che dimostri lโesistenza di unโostruzione bronchiale persistente. La spirometria dovrebbe essere eseguita dopo la somministrazione per via inalatoria di una dose adeguata di un broncodilatatore a breve durata dโazione al fine di annullare la presenza di una ostruzione bronchiale reversibile riducendo di conseguenza la variabilitร fra diverse determinazioni. Secondo le raccomandazioni delle linee guida citate:
Secondo le raccomandazioni delle linee guida citate:
- i sintomi caratteristici sono rappresentati da dispnea cronica ed evolutiva eventualmente associata a tosse ed espettorazione, caratterizzate anche da una possibile variabilitร nel corso delle 24 ore;
- la diagnosi deve essere confermata dalla spirometria, in particolare il rapporto FEV1/FVC deve essere minore di 0,70 (70%). La conferma mediante spirometria della presenza di una bronco-ostruzione permanente รจ un presupposto irrinunciabile per una scelta terapeutica appropriata;
- nellโambito di una diagnosi di BPCO, in base al valore di FEV1, vengono individuati, per convenzione, 4 livelli di gravitร dellโostruzione:
- Lieve = FEV1 โฅ80% del valore teorico
- Moderata = FEV1 <80% e โฅ50% del valore teorico
- Grave = FEV1 <50% e โฅ50% del valore teorico
- Molto grave = FEV1 < 30% del valore teorico
In realtร รจ noto che lโutilizzo del rapporto FEV1/FVC < 0,70 (70%) genera una sottostima della condizione patologica (falsi negativi) nei soggetti di etร <50 anni e un eccesso di diagnosi (falsi positivi) nei soggetti di etร >50 anni. Tale parametro รจ perรฒ di semplice determinazione ed รจ stato utilizzato nella maggior parte degli studi clinici sui farmaci broncodilatatori. Sarebbe preferibile utilizzare, come limite inferiore di normalitร (LLN), il 95ยฐ percentile del valore predetto del rapporto FEV1/FVC, comunemente conosciuto come indice di Tiffeneau, che considera etร , genere e caratteristiche antropometriche: tale valore nellโuomo รจ lโ88% e nella donna 89%. Non esistono ad oggi studi clinici di confronto fra i due metodi diagnostici1. Unโaltra criticitร รจ rappresentata dalla sottostima della capacitร vitale misurata con curva forzata (FVC) rispetto alla misura con curva lenta (VC)1,3,4. La BPCO รจ comunque una condizione patologica eterogenea e di conseguenza la diagnosi e la gravitร di tale patologia non possono essere determinate utilizzando un solo parametro5. Le principali variabili da considerare sono le seguenti: grado di ostruzione al flusso, frequenza di riacutizzazioni, sintomatologia (dispnea, capacitร di svolgere esercizio fisico), co-morbilitร , BMI1-6. ร, infine, necessario sottolineare che, al di lร della spirometria semplice, esistono indagini fisiopatologiche di secondo livello che definiscono ulteriormente il danno funzionale della BPCO. In particolare, la misura di tutti i volumi polmonari (spirometria globale) รจ utile per valutare il grado di iper-insufflazione polmonare e quello della capacitร di diffusione, mediante il โtransderโ del monossido di carbonio (DLCO) per rivelare la presenza di enfisema polmonare e/o per sospettare una concomitante ipertensione polmonare. Potranno poi essere eseguiti approfondimenti diagnostici con tecniche di imaging. La BPCO รจ una patologia ad elevato impatto sociale e farmacoeconomico, per cui negli ultimi anni le Regioni hanno proposto dei Percorsi Diagnostico Terapeutico Assistenziali (PDTA) considerando:
- lโelevata prevalenza di BPCO nella popolazione;
- lโelevato rischio per la salute in termini di disabilitร fisica e mortalitร ;
- la necessitร di identificare modelli di integrazione tra differenti Servizi.
I PDTA propongono modelli diversi, ma con lโobiettivo comune di identificare la patologia nelle fasi precoci, nelle quali lโintervento educazionale, farmacologico e gestionale puรฒ essere piรน efficace. I percorsi del paziente affetto da BPCO sottolineano la necessitร dellโesecuzione della spirometria per una corretta diagnosi, stadiazione e monitoraggio. Riassuntivamente:
- per le nuove diagnosi, una spirometria semplice*1(indagine di 1ยฐ livello) dovrebbe essere eseguita in presenza di un sospetto diagnostico e comunque dopo la risoluzione di una eventuale fase acuta quando il quadro clinico si รจ stabilizzato. Lโesecuzione di una spirometria durante la fase acuta non consente di definire in modo corretto il reale livello di gravitร dellโostruzione. Il Medico di Medicina Generale che prende in carico il paziente deve valutarlo con una spirometria semplice, eseguita nel setting della Medicina Generale, oppure, quando non disponibile, inviarlo dallo specialista operante presso strutture identificate dalle Regioni. I soggetti da sottoporre ad indagine sono quelli a rischio (fumatori o con esposizione ambientale) e che presentino dei sintomi suggestivi della patologia (tosse, secrezioni bronchiali, dispnea). Dopo la valutazione della spirometria semplice, integrata dai dati clinici, il medico (MMG o specialista) avrร gli elementi sufficienti per indirizzare il trattamento secondo le raccomandazioni di seguito riportate. Nel caso la spirometria semplice indirizzi verso un quadro ostruttivo grave o molto grave (FEV1 <50%), oppure sia presente un quadro clinico che a prescindere dal valore di FEV1 sia considerato dal MMG grave per la presenza di importante sintomatologia e/o frequenti riacutizzazioni, รจ opportuno inviare il paziente dallo specialista entro 6 mesi per eseguire indagini di 2ยฐ livello, come previsto dai LEA.
- per i pazienti giร in trattamento
- eseguire una spirometria semplice entro 1 anno dalla pubblicazione della nota, se non giร effettuata nei precedenti 12 mesi;
- se la spirometria รจ giร stata eseguita, il valore FEV1 รจ da considerare valido per gli eventuali utilizzi prescrittivi;
- si raccomanda che la spirometria venga ripetuta mediamente ogni 2 anni, salvo esigenze cliniche particolari.
In presenza dei seguenti scenari clinici: - riscontro un FEV1 < 50%;
- pazienti in trattamento con una associazione LABA/LAMA o LABA/ICS e che, a prescindere dal valore di FEV1, presentano una mancata/insufficiente risposta clinica alla terapia in termini di frequenti riacutizzazioni e/o persistenza della dispnea.
Per entrambi gli scenari clinici, entro 12 mesi dalla pubblicazione della nota AIFA รจ opportuno inviare il paziente dallo specialista per eseguire indagini di 2ยฐ livello+,2 come previsto dai LEA.
IL TRATTAMENTO FARMACOLOGICO
La BPCO รจ una condizione patologica cronica complessa, la cui tendenza รจ una continua evoluzione verso stadi di maggiore gravitร . ร quindi di fondamentale importanza da un lato ridurre i sintomi, e in particolare aumentare la tolleranza allo sforzo e dallโaltro mettere in atto le misure utili a controllare/rallentare la progressione della malattia, prevenire e trattare le riacutizzazioni e ridurre la mortalitร . Le misure atte ad ottenere tale obiettivo sono numerose e sono sia di tipo preventivo sia di tipo terapeutico, farmacologico e non farmacologico1. ร inoltre importante una gestione clinica integrata fra Medicina Generale e Specialistica al fine di garantire una adeguata strategia di prevenzione, lโappropriatezza della diagnosi e della terapia3,4. Tutte le raccomandazioni delle linee guida concordano nel definire la terapia inalatoria con broncodilatatori come cardine del trattamento farmacologico della BPCO stabile. Nonostante le attuali ampie disponibilitร di broncodilatatori per via inalatoria e di device, lโaderenza al trattamento nei pazienti con BPCO si attesta, a livello internazionale ed in Italia, intorno al 22-33%, confermando il ben noto basso livello di aderenza alla terapia inalatoria delle principali patologie ostruttive croniche respiratorie7,8. Le raccomandazioni delle principali linee guida rispetto alla terapia farmacologica sono tra loro concordi, anche se allโinterno di algoritmi diversi. Riassuntivamente si puรฒ affermare che:
- รจ indicata una strategia terapeutica โa gradiniโ correlata alla gravitร , con lโaggiunta progressiva di farmaci o lโuso di loro associazioni;
- le principali variabili da considerare nella scelta della terapia inalatoria iniziale, in presenza di un quadro clinico stabile, sono le seguenti: grado di ostruzione al flusso, frequenza di riacutizzazioni, sintomatologia (dispnea, capacitร di svolgere esercizio fisico);
- le scelte successive dipenderanno dalla risposta clinica e dalla tollerabilitร del trattamento.
Gli scenari identificati dalle linee guida GOLD1 e le conseguenti proposte terapeutiche per la terapia iniziale di mantenimento sono le seguenti:
- Gruppo A: basso rischio di riacutizzazioni (0-1 riacutizzazioni moderate allโanno senza necessitร di ricovero) e sintomi lievi (mMRC: 0-1 oppure CAT:<10), รจ raccomandato lโuso di un broncodilatatore (short o long acting);
- Gruppo B: pazienti sintomatici (mMRC: โฅ2 oppure CAT: โฅ10) e a basso rischio di riacutizzazioni, รจ raccomandata la terapia di mantenimento con un LABA o un LAMA;
- Gruppo C: pazienti ad alto rischio di riacutizzazioni (storia annuale di almeno 2 riacutizzazioni moderate o almeno 1 riacutizzazione che ha richiesto il ricovero) e con sintomi lievi (mMRC: 0-1 oppure CAT: < 10), รจ raccomandata la monoterapia con un LAMA;
- Gruppo D: pazienti piรน gravi (storia annuale di almeno 2 riacutizzazioni moderate/almeno 1 riacutizzazione che ha richiesto il ricovero, mMRC: โฅ2 oppure CAT: โฅ10), la terapia iniziale di mantenimento raccomandata รจ rappresentata da un LAMA. La linea guida raccomanda di prendere in considerazione lโassociazoine LABA+LAMA se il paziente รจ fortemente sintomatico (CAT: >20) o lโassociazione LABA+ICS nei pazienti con pregressa asma e/o se la conta degli eosinofili รจ >300 cellule/mcl.
In caso di mancata o insufficiente risposta clinica alla monoterapia, al LABA+LAMA o al LABA+ICS, verificata la compliance e la corretta tecnica inalatoria, le linee guida GOLD prevedono una escalation della terapia la cui strategia dipenderร dalla sintomatologia residua e dalle co-morbilitร .
- se lโobiettivo รจ ridurre la dispnea:
- 1ยฐ step: prevede il passaggio dalla monoterapia con un LABA o LAMA alla duplice terapia LABA+LAMA;
- 2ยฐ step: prevede il passaggio dalla duplice terapia (LABA+LAMA) alla triplice (LABA+LAMA+ICS).
- se lโobiettivo รจ ridurre le riacutizzazioni o entrambi:
- 1ยฐ step: prevede il passaggio dalla monoterapia con un LAMA o LABA alla duplice terapia LABA+LAMA o LABA+ICS. I pazienti con pregressa asma e quelli che presentano 1 riacutizzazione/anno e gli eosinofili >300 cellule/ยตL, sembrano avere una miglior risposta ai LABA+ICS. Nei pazienti con eosinofili >100 cell/ยตL in cui si siano verificate piรน di 2 riacutizzazioni moderate oppure un ricovero per riacutizzazione nei 12 mesi precedenti, i LABA+ICS dovrebbero essere presi in considerazione.
- 2ยฐ step: prevede il passaggio dalla duplice alla triplice terapia (LABA+LAMA+ICS). Lโaggiunta dellโICS dovrebbe essere considerata se gli eosinofili sono >100 cell/ยตL.
Considerare una de-escalation (riduzione) della terapia con ICS o una modifica del trattamento in caso di polmonite, indicazione iniziale inappropriata o assenza di risposta agli ICS.
GLI EROGATORI
Una revisione della letteratura dallโAmerican College of Chest Physicians e dallโAmerican College of Asthma, Allergy and Immunology (ACCP/ACAAI)9 ha evidenziato la sostanziale sovrapponibilitร dei diversi erogatori in termini di efficacia, pur avendo una diversa complessitร di utilizzo. Le linee guida GOLD1 ribadiscono che nessuno degli RCT condotti ha dimostrato la superioritร di un erogatore rispetto ad un altro e che la scelta deve essere fatta dal clinico, sulla base delle caratteristiche e delle preferenze del paziente, al fine di ottimizzare la somministrazione del medicinale. Affermano inoltre che รจ stata dimostrata una correlazione tra errato utilizzo del device e controllo dei sintomi della BPCO, sottolineando che in nessun caso, indipendentemente dal device utilizzato, il paziente puรฒ essere esentato da una formazione sulla corretta tecnica inalatoria. Si puรฒ quindi affermare che un adeguato training sullโutilizzo del device, che includa anche dimostrazioni pratiche e re-check periodici, rappresenta la migliore garanzia di efficacia ed aderenza al trattamento10.
CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
In base alle prove di efficacia disponibili tutte le classi di farmaci migliorano, in varia misura, la dispnea, la tolleranza allo sforzo e, in taluni casi, riducono la frequenza delle riacutizzazioni o le ospedalizzazioni. Va comunque considerato che in generale la popolazione inclusa negli studi registrativi presentava al basale un basso numero di riacutizzazioni. Inoltre, le evidenze attualmente disponibili derivate da studi di confronto fra le diverse classi e fra le diverse associazioni di farmaci non consentono di trarre conclusioni definitive circa differenze nel rallentamento della progressione della malattia, nella riduzione della mortalitร totale e respiratoria1,5. Inoltre, allโinterno delle singole classi dei broncodilatatori a lunga durata dโazione (compresi quelli di recente commercializzazione) le prove di efficacia sono derivate, nella maggioranza dei casi, da studi vs placebo o, nel caso di confronti con un farmaco attivo, da ipotesi di non inferioritร . Gli esiti primari scelti nella maggior parte degli studi sono rappresentati in genere dalla variazione di parametri spirometrici, quali il FEV1 e, in misura minore, dalla riduzione del numero delle riacutizzazioni. Nei confronti diretti i risultati, anche se statisticamente significativi, sono spesso al limite della rilevanza clinica11. Quanto sopra vale anche per le evidenze relative alla superioritร della terapia triplice rispetto alla duplice, che hanno mostrato vantaggi contenuti sia in termini di FEV1 che di tasso di riacutizzazioni12-15. Va peraltro sottolineato che, sulla base delle evidenze attualmente disponibili, derivanti dai risultati delle numerose revisioni sistematiche pubblicate16-20, non esistono elementi che giustifichino lโassegnazione di una prioritร nella scelta tra I diversi farmaci allโinterno della stessa classe. Infatti, le eventuali differenze evidenziate in alcuni studi non sono ritenute sufficientemente robuste o risultano di scarsa rilevanza clinica. Infine, anche nelle raccomandazioni formulate delle linee guida piรน accreditate si fa riferimento alle classi farmacologiche e non ai singoli principi attivi. Sarebbe quindi necessario promuovere studi che realizzino confronti diretti fra le varie strategie terapeutiche, che selezionino tipologie di pazienti con caratteristiche piรน trasferibili alla pratica clinica e verifichino esiti di maggiore rilevanza clinica5.

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