Nota AIFA 99 (Farmaci per BPCO)


ULTIMO AGGIORNAMENTO DEL 06/07/2026

(LA VERSIONE SEGUENTE รˆ QUELLA PIU’ AGGIORNATA)


Farmaci in nota:
– LABA: Formoterolo, Indacaterolo, Olodaterolo, Salmeterolo
– LAMA: Aclidinio, Glicopirronio, Tiotropio, Umeclidinio
– LABA + ICS (unico erogatore): Formoterolo/Beclometasone, Formoterolo/Budesonide, Salmeterolo/Fluticasone Propionato, Vilanterolo/Fluticasone Furoato
– LABA + LAMA (unico erogatore): Indacaterolo/Glicopirronio, Vilanterolo/Umeclidinio, Olodaterolo/Tiotropio, Formoterolo/Aclidinio
– ICS + LABA + LAMA (unico erogatore): Beclometasone Dipropionato/Formoterolo Fumarato Diidrato/Glicopirronio Bromuro, Fluticasone Furoato/ Umeclidinio Bromuro/ Vilanterolo Trifenatato, Budesonide/glicopirronio bromuro/ formoterolo fumarato diidrato.

La prescrizione a carico del SSN dei farmaci inclusi nella nota per lโ€™indicazione nella terapia inalatoria di mantenimento della BPCO รจ limitata ai pazienti con diagnosi certa di BPCO. La sospetta diagnosi di BPCO in pazienti che presentano dispnea, tosse cronica o espettorazione e/o una storia di esposizione a fattori di rischio per la malattia, deve essere confermata mediante spirometria che dimostri la presenza di una ostruzione bronchiale persistente:

FEV1/FVC1 (dopo broncodilatazione) <0,70 (70%).

  • se FEV1 โ‰ฅ50% il MMG potrร  prescrivere direttamente la terapia inalatoria seguendo le raccomandazioni delle linee guida GOLD o richiedere la consulenza specialistica.
  • se FEV1 <50% la prescrizione del trattamento di mantenimento (superata la eventuale fase acuta che potrร  essere gestita dal MMG) richiede una valutazione del danno funzionale polmonare mediante lโ€™esecuzione di indagini di secondo livello e una rivalutazione periodica del trattamento.

Al fine di definire un migliore approccio terapeutico le variabili da considerare sono le seguenti: grado di ostruzione al flusso, frequenza di riacutizzazioni, sintomatologia [dispnea (valutata attraverso il questionario mMRC^), capacitร  di svolgere esercizio fisico (valutata attraverso il questionario CAT^^)], comorbilitร  e diverso profilo di eventi avversi. Il trattamento farmacologico รจ complementare al trattamento non-farmacologico: i medici dovrebbero sottolineare lโ€™importanza di un ambiente privo di fumo, potenziare lโ€™aderenza ai farmaci prescritti, assicurare una corretta tecnica inalatoria, promuovere lโ€™attivitร  fisica, prescrivere le vaccinazioni e indirizzare i pazienti alla riabilitazione polmonare.

Raccomandazioni delle LG GOLD per i trattamenti successivi:

In caso di mancata/insufficiente risposta clinica al trattamento, verificata la compliance, la corretta tecnica inalatoria e le strategie terapeutiche non farmacologiche, รจ prevista una escalation della terapia la cui strategia dipenderร  dalla sintomatologia residua e dalle comorbilitร  e non piรน dal gruppo (ABE).

  • Se lโ€™obiettivo รจ ridurre la dispnea:
    1ยฐ step: da LABA o LAMA passare a LABA+LAMA
    2ยฐ step: in caso di mancata risposta clinica a seguito dellโ€™aggiunta di un secondo broncodilatatore a lunga durata dโ€™azione, si consiglia di:
    • prendere in considerazione un eventuale cambio di dispositivo inalatore o di molecole
    • Implementare o intensificare il/i trattamento/i non farmacologico/i
    • Indagare (e trattare) in modo appropriato altre cause di dispnea
  • Se lโ€™obiettivo รจ ridurre le riacutizzazioni, o le riacutizzazioni con dispnea:
    • da LAMA o LABA passare a LABA+LAMA se
      eosinofili <300 cell/ยตL.
      • in caso di persistenza delle riacutizzazioni, se
        eosinofili plasmatici โ‰ฅ100 cell/ยตL passare da
        duplice a triplice (LABA+LAMA+ICS).
      • in caso di persistenza delle riacutizzazioni, se
        eosinofili plasmatici <100 considerare lโ€™aggiunta
        di Roflumilast o Azitromicina.
    • da LAMA o LABA passare a LABA+LAMA+ICS** se
      eosinofili plasmatici โ‰ฅ300 cell/ยตL; in caso di
      persistenza di riacutizzazioni, considerare
      lโ€™aggiunta di Roflumilast o Azitromicina o farmaci
      biologici autorizzati e rimborsati dal SSN.

Raccomandazioni delle LG GOLD per i pazienti attualmente in trattamento con LABA+ICS

  • continuare il trattamento in caso di non recenti riacutizzazioni; se la sintomatologia persiste, si raccomanda il passaggio a LABA+LAMA+ICS
  • considerare il passaggio a LABA+LAMA in caso di assenza di rilevante storia di esacerbazioni
  • in caso di recenti e/o attuali riacutizzazioni, si raccomanda il passaggio a LABA+LAMA (se eosinofili plasmatici <100 cell/ยตL) o LABA+LAMA+ICS (se eosinofili plasmatici โ‰ฅ100 cell/ยตL)

Considerare una de-escalation (riduzione) della terapia con ICS o una modifica del trattamento in caso di polmonite, di altri effetti collaterali significativi, di indicazione iniziale inappropriata o in assenza di risposta a ICS.

DIAGNOSI

Le principali linee guida internazionali e nazionali (GOLD update 20201, NICE update 20202, la gestione clinica integrata della BPCO 20143) sono concordi nel raccomandare che la diagnosi di BPCO venga presa in considerazione in presenza di sintomi respiratori e/o storia di esposizione a fattori di rischio (in particolare lโ€™abitudine al fumo) e confermata dallโ€™esecuzione di una spirometria che dimostri lโ€™esistenza di unโ€™ostruzione bronchiale persistente. La spirometria dovrebbe essere eseguita dopo la somministrazione per via inalatoria di una dose adeguata di un broncodilatatore a breve durata dโ€™azione al fine di annullare la presenza di una ostruzione bronchiale reversibile riducendo di conseguenza la variabilitร  fra diverse determinazioni. Secondo le raccomandazioni delle linee guida citate:

Secondo le raccomandazioni delle linee guida citate:

  • i sintomi caratteristici sono rappresentati da dispnea cronica ed evolutiva eventualmente associata a tosse ed espettorazione, caratterizzate anche da una possibile variabilitร  nel corso delle 24 ore;
  • la diagnosi deve essere confermata dalla spirometria, in particolare il rapporto FEV1/FVC deve essere minore di 0,70 (70%). La conferma mediante spirometria della presenza di una bronco-ostruzione permanente รจ un presupposto irrinunciabile per una scelta terapeutica appropriata;
  • nellโ€™ambito di una diagnosi di BPCO, in base al valore di FEV1, vengono individuati, per convenzione, 4 livelli di gravitร  dellโ€™ostruzione:
    • Lieve = FEV1 โ‰ฅ80% del valore teorico
    • Moderata = FEV1 <80% e โ‰ฅ50% del valore teorico
    • Grave = FEV1 <50% e โ‰ฅ50% del valore teorico
    • Molto grave = FEV1 < 30% del valore teorico

Si evidenzia che lโ€™utilizzo del rapporto FEV1/FVC < 0,70 (70%) puรฒ generare una sottostima della condizione patologica (falsi negativi) nei soggetti di etร  <50 anni4-6 e un eccesso di diagnosi (falsi positivi) nei soggetti di etร  >50 anni4,7. Tale parametro รจ perรฒ di semplice determinazione ed รจ stato utilizzato nella maggior parte degli studi clinici sui farmaci broncodilatatori. Sarebbe preferibile utilizzare, come limite inferiore di normalitร  (LLN), il 95ยฐ percentile del valore predetto del rapporto FEV1/FVC, comunemente conosciuto come indice di Tiffeneau, che considera etร , genere e caratteristiche antropometriche: tale valore nellโ€™uomo รจ lโ€™88% e nella donna 89%. Unโ€™altra criticitร  รจ rappresentata dalla sottostima della capacitร  vitale misurata con curva forzata (FVC) rispetto alla misura con curva lenta (VC)1,8,9. La BPCO รจ comunque una condizione patologica eterogenea e di conseguenza la diagnosi e la gravitร  di tale patologia non possono essere determinate utilizzando un solo parametro6. Le principali variabili da considerare sono le seguenti: grado di ostruzione al flusso, frequenza di riacutizzazioni, sintomatologia (dispnea, capacitร  di svolgere esercizio fisico), co-morbilitร , BMI1,9-11. รˆ, infine, necessario sottolineare che, al di lร  della spirometria semplice, esistono indagini fisiopatologiche di secondo livello che definiscono ulteriormente il danno funzionale della BPCO. In particolare, la misura di tutti i volumi polmonari (spirometria globale) รจ utile per valutare il grado di iper-insufflazione polmonare e quello della capacitร  di diffusione, mediante il โ€œtransderโ€ del monossido di carbonio (DLCO) per rivelare la presenza di enfisema polmonare e/o per sospettare una concomitante ipertensione polmonare. Potranno poi essere eseguiti approfondimenti diagnostici con tecniche di imaging.

In sinetesi:

  • per le nuove diagnosi, una spirometria sempliceโˆ— (indagine di 1ยฐ livello) dovrebbe essere eseguita in presenza di un sospetto diagnostico e comunque dopo la risoluzione di una eventuale fase acuta quando il quadro clinico si รจ stabilizzato. Lโ€™esecuzione di una spirometria durante la fase acuta non consente di definire in modo corretto il reale livello di gravitร  dellโ€™ostruzione. Il Medico di Medicina Generale che prende in carico il paziente deve valutarlo con una spirometria semplice, eseguita nel setting della Medicina Generale, o inviarlo dallo specialista operante nel Servizio Sanitario Nazionale. I soggetti da sottoporre ad indagine sono quelli a rischio (fumatori o con esposizione ambientale) e che presentino dei sintomi suggestivi della patologia (tosse, secrezioni bronchiali, dispnea). Dopo la valutazione della spirometria semplice, integrata dai dati clinici, il medico (MMG o specialista) avrร  gli elementi sufficienti per indirizzare il trattamento secondo le raccomandazioni di seguito riportate. Nel caso la spirometria semplice indirizzi verso un quadro ostruttivo grave o molto grave (FEV1 <50%), oppure sia presente un quadro clinico che a prescindere dal valore di FEV1 sia considerato dal MMG grave per la presenza di importante sintomatologia e/o frequenti riacutizzazioni, รจ opportuno inviare il paziente dallo specialista entro 6 mesi per eseguire indagini di 2ยฐ livello, come previsto dai LEA.
  • per i pazienti giร  in trattamento
    • se la spirometria รจ giร  stata eseguita, il valore FEV1 รจ da considerare valido per gli eventuali utilizzi prescrittivi;
    • si raccomanda che la spirometria venga ripetuta mediamente ogni 2 anni, salvo esigenze cliniche particolari.

In caso di ostruzione grave o molto grave (FEV1 <50%), o di una mancata/insufficiente risposta clinica alla terapia in termini di frequenti riacutizzazioni e/o persistenza della dispnea, รจ opportuno inviare il paziente dallo specialista per eseguire indagini di 2ยฐ livello+, come previsto dai LEA.

IL TRATTAMENTO FARMACOLOGICO

La BPCO รจ una condizione patologica cronica complessa, la cui tendenza รจ una continua evoluzione verso stadi di maggiore gravitร . รˆ quindi di fondamentale importanza da un lato ridurre i sintomi, e in particolare aumentare la tolleranza allo sforzo e dallโ€™altro mettere in atto le misure utili a controllare/rallentare la progressione della malattia, prevenire e trattare le riacutizzazioni e ridurre la mortalitร . Le misure atte ad ottenere tale obiettivo sono numerose e sono sia di tipo preventivo sia di tipo terapeutico, farmacologico e non farmacologico1. รˆ inoltre importante una gestione clinica integrata fra Medicina Generale e Specialistica al fine di garantire una adeguata strategia di prevenzione, lโ€™appropriatezza della diagnosi e della terapia3,4. Tutte le raccomandazioni delle linee guida concordano nel definire la terapia inalatoria con broncodilatatori come cardine del trattamento farmacologico della BPCO stabile. Nonostante le attuali ampie disponibilitร  di broncodilatatori per via inalatoria e di device, lโ€™aderenza al trattamento nei pazienti con BPCO si attesta, a livello internazionale ed in Italia, intorno al 22-33%, confermando il ben noto basso livello di aderenza alla terapia inalatoria delle principali patologie ostruttive croniche respiratorie7,8. Le raccomandazioni delle principali linee guida rispetto alla terapia farmacologica sono tra loro concordi, anche se allโ€™interno di algoritmi diversi. Riassuntivamente si puรฒ affermare che:

  • รจ indicata una strategia terapeutica โ€œa gradiniโ€ correlata alla gravitร , con lโ€™aggiunta progressiva di farmaci o lโ€™uso di loro associazioni;
  • le principali variabili da considerare nella scelta della terapia inalatoria iniziale, in presenza di un quadro clinico stabile, sono le seguenti: grado di ostruzione al flusso, frequenza di riacutizzazioni, sintomatologia (dispnea, capacitร  di svolgere esercizio fisico);
  • le scelte successive dipenderanno dalla risposta clinica e dalla tollerabilitร  del trattamento.

Gli scenari identificati dalle linee guida GOLD e le conseguenti proposte terapeutiche per la terapia iniziale di mantenimento sono le seguenti:

  • Gruppo A: nei pazienti con sintomi lievi (mMRC: 0-1 oppure CAT:< 10) e in assenza di riacutizzazione moderata e severa nellโ€™anno precedente, si raccomanda una terapia con un broncodilatatore long acting (LABA o LAMA) o un broncodilatatore short acting, solo in pazienti con dispnea molto occasionale.
  • Gruppo B: nei pazienti sintomatici (mMRC: โ‰ฅ2 oppure CAT: โ‰ฅ10) e in assenza di riacutizzazione moderata e severa, รจ raccomandata la terapia con doppia broncodilatazione LABA + LAMA1,14;
  • Gruppo E: nei pazienti ad alto rischio di riacutizzazioni (storia annuale di almeno 1 riacutizzazione moderata o severa nei precedenti 12 mesi) si raccomanda il trattamento con doppia terapia broncodilatatrice LABA + LAMA; nei pazienti con livello di eosinofili ematici โ‰ฅ 300/ยตl si raccomanda lโ€™utilizzo dellโ€™ICS. La presenza di eosinofili suggerisce un tipo di flogosi, che necessita del trattamento con la triplice, che secondo le evidenze emerse da due ampi studi clinici randomizzati, IMPACT 15 ed ETHOS16-18, riducono la mortalitร  per tutte le cause rispetto alla duplice terapia inalatoria con broncodilatatori a lunga durata dโ€™azione.

Trattamento successivo in caso di mancata o insufficiente risposta clinica

Verificata la compliance, la corretta tecnica inalatoria e le strategie terapeutiche non farmacologiche, รจ prevista una escalation della terapia la cui strategia dipenderร  dalla sintomatologia residua e dalle comorbilitร  e non piรน dal gruppo (ABE).

  • se lโ€™obiettivo รจ ridurre la dispnea:
    • 1ยฐ step: prevede il passaggio dalla monoterapia con un LABA o LAMA alla duplice terapia LABA+LAMA;
    • 2ยฐ step: in caso di mancata risposta clinica a seguito dellโ€™aggiunta di un secondo broncodilatatore a lunga durata dโ€™azione, si consiglia di:
      • cambiare il dispositivo inalatore o le molecole – Implementare o intensificare il/i trattamento/i non farmacologico/i
      • Indagare (e trattare) in modo appropriato altre cause di dispnea
  • se lโ€™obiettivo รจ ridurre le riacutizzazioni o entrambi:
    • da LAMA o LABA passare a LABA+LAMA se eosinofili plasmatici <300 cell/ยตL.
      • In caso di persistenza delle riacutizzazioni, passare da duplice a triplice (LABA+LAMA+ICS) se eosinofili plasmatici โ‰ฅ100 cell/ยตL.
      • In caso di persistenza delle riacutizzazioni, se eosinofili plasmatici <100 cell/ยตL
        considerare lโ€™aggiunta di Roflumilast o Azitromicina.
    • da LAMA o LABA passare a LABA+LAMA+ICS** se eosinofili plasmatici โ‰ฅ300 cell/ยตL; in caso di persistenza di riacutizzazioni, considerare lโ€™aggiunta di Roflumilast o Azitromicina o farmaci biologici autorizzati e rimborsati dal SSN.

Raccomandazioni delle LG GOLD per i pazienti attualmente in trattamento con LABA+ICS

  • continuare il trattamento in caso di non recenti riacutizzazioni; se la sintomatologia persiste, si raccomanda il passaggio a LABA+LAMA+ICS
  • considerare il passaggio a LABA+LAMA in caso di assenza di rilevante storia di esacerbazioni
  • in caso di recenti e/o attuali riacutizzazioni, si raccomanda il passaggio a LABA+LAMA (se eosinofili plasmatici <100 cell/ยตL) o LABA+LAMA+ICS (se eosinofili plasmatici โ‰ฅ100 cell/ยตL)

Considerare una de-escalation (riduzione) della terapia con ICS o una modifica del trattamento in caso di polmonite o di altri effetti collaterali significativi, di indicazione iniziale inappropriata o in assenza di risposta a ICS.

GLI EROGATORI

Una revisione della letteratura dallโ€™American College of Chest Physicians e dallโ€™American College of Asthma, Allergy and Immunology (ACCP/ACAAI)9 ha evidenziato la sostanziale sovrapponibilitร  dei diversi erogatori in termini di efficacia, pur avendo una diversa complessitร  di utilizzo. Le linee guida GOLD1 ribadiscono che nessuno degli RCT condotti ha dimostrato la superioritร  di un erogatore rispetto ad un altro e che la scelta deve essere fatta dal clinico, sulla base delle caratteristiche e delle preferenze del paziente, al fine di ottimizzare la somministrazione del medicinale. Affermano inoltre che รจ stata dimostrata una correlazione tra errato utilizzo del device e controllo dei sintomi della BPCO, sottolineando che in nessun caso, indipendentemente dal device utilizzato, il paziente puรฒ essere esentato da una formazione sulla corretta tecnica inalatoria. Si puรฒ quindi affermare che un adeguato training sullโ€™utilizzo del device, che includa anche dimostrazioni pratiche e re-check periodici, rappresenta la migliore garanzia di efficacia ed aderenza al trattamento.

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

La gestione globale della BPCO richiede un approccio complesso ed un costante monitoraggio del paziente, al fine di controllare i sintomi, ridurre la frequenza, la gravitร  delle riacutizzazioni e il rischio di ospedalizzazione. Garantire un trattamento non-farmacologico complementare al trattamento farmacologico, identificare e ridurre lโ€™esposizione ai fattori di rischio, potenziare lโ€™aderenza ai farmaci prescritti, assicurare una corretta tecnica inalatoria dei farmaci, promuovere lโ€™attivitร  fisica, prescrivere le vaccinazioni e indirizzare i pazienti alla riabilitazione polmonare, indagare e trattare attivamente le co-morbilitร , sono elementi sostanziali nella corretta strategia di gestione del paziente affetto da BPCO.

Bibliografia

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